Gen 28 2013

This twilight garden

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

Video importato
Download Video

(scritta
martedì 11 ottobre 2011 alle ore 1am)

 

Stasera
ho aperto il mio cuore dopo tanto tempo…E l’ho fatto dicendoti che
sono innamorata di te…Ne ho timore, per la prima volta ho quasi
paura a dire “Ti amo”, ma questo perché ora quelle due parole
non sono lo specchio di un folle accecamento della realtà, ma al
contrario nascono da una combinazione meravigliosa di cervello,
cuore, e sensi, dove tu mi stai portando per mano ogni giorno che
passa…Mi sembra davvero di entrare in un twilight garden con te, di
scoprire un mondo incantato che mi era del tutto sconosciuto, dove
anche tu ti muovi con grazia, respirando insieme a me gioie nuove,
diverse, così belle da togliere il fiato ma VERE, vive, vitali…Non
so cosa succederà domani, Andre, ma ho pensato che se l’alba non
fosse sorta, io avrei perso l’occasione di dirti cosa sento per te, e
non me lo sarei mai perdonata, mai…E tu mi hai risposto con un
dolcissimo messaggio, chiamandomi amore…Mi sono chiesta e ti
chiesto tante volte dove fossi prima, cucciolo mio, però adesso
riesco a vederti appoggiato sulla soglia di questo paradiso che
stiamo dipingendo con i nostri colori preferiti (e perciò, quasi
tutto nero!), dove nell’aria risuona la nostra musica ed il vento
dolce che soffia sa di buono e di caffè caldo…Grazie di farmi
sentire così, tesoro, grazie…Dal canto mio, spero davvero di farti
capire quanta felicità mi stai regalando, e quando hai detto che lo
riesci a comprendere, io ti ho creduto, ed è caduta l’ultima
barriera che non mi permetteva di dire la parola amore…

“No one will ever take your place…I am lost in you”…

Commenti disabilitati

Ago 29 2011

Dirsi no

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

Culture's_orbital
Ogni istante che passa, ripeto a me stessa di essere stata brava…Di avere fatto la scelta giusta, non aprendo neppure la porta su una voragine che mi avrebbe risucchiata, come aveva fatto in passato…Di essere cresciuta, di aver imparato dai miei errori e, soprattutto, di essermi voluta per la prima volta una briciola di bene, evitando a priori di imboccare una strada senza sfondo, con l’unico esito di distruggermi…Ma quello che non capisco, è perché tutto questo, che è onestamente tanto, non riesce a consolarmi, nemmeno un po’…Ho evitato di mettere la modalità:”Donna disperata”:on, me ne sono guardata bene dal dire che era amore e che mi ero immolata sull’altare dell’estremo sacrificio, ma appena chiudo gli occhi tu sei lì, nei miei pensieri e nei miei sogni, dove ho già trovato per te una dimensione lontana dal mondo, dal tempo e dallo spazio, dove ci siamo solo io e te, i nostri occhi e le nostre mani, i nostri baci e quello che non c’è stato, ma che, in questo posto fatto di illusoria materia, ci può essere appieno.

Non so cosa hai provato tu, forse per te era solo una nuova emozione, desiderio, sesso, ma quello che ho sentito io è stato un cuore che batteva come il mio, ed una sofferenza nel tuo sguardo che non credevo ti appartenesse. Sono sicura che ci hai provato a far passare tutto per “Attrazione”, è quello che mi hai detto, è quello che mi hai confessato…Sono io che ho spostato per prima il discorso su un piano diverso, probabilmente per te quel termine descriveva alla perfezione quello che sentivi, ma se davvero mi avessi solo voluta, non sarebbe bastata la mia mano a fermarti…Perché davvero ancora adesso non riesco a capacitarmi come abbia trovato il coraggio e la forza di allontanarti da me, di dirti no mentre tutto di me ti diceva sì, di staccarti dalle mie braccia, dove tu avevi già

trovato il tuo posto…Quando ci siamo guardati negli occhi ed hai sfiorato le mie labbra con le tue, quando per la prima volta ho sentito il tuo sapore e la potenza dei tuoi baci, che si facevano sempre più intensi e veri, quando la tua bocca sul mio collo respirava il mio profumo, mentre io ti accarezzavo i capelli, quando ho sentito le tue mani sui miei fianchi che mi cercavano, ho realmente creduto di perdere il controllo, la cosa che più desideravo, la più istintiva e pericolosa che potessi fare, ma poi qualcosa nel mio cervello si è acceso ed ho detto: “Così no”…

Sapevi che non ti avrei resistito se solo avessi insistito un altro po’, come sapevi che una tua telefonata o un messaggio nei giorni a seguire sarebbero stati sufficienti a scatenare l’irreparabile…E non hai ceduto, ti sei fermato, hai rispettato me e te stesso, ci hai protetti entrambi, e mi dà conforto pensare che non hai preso il cellulare in mano perché “Non volevi farmi del male”, la prima frase che mi avevi detto…Hai scelto anche tu la strada più giusta, ed in cuor mio spero che ti sia costato quanto è costato a me…
Nessuno può immaginare quanto volevo, speravo, pregavo che tu mi chiamassi, ma sapevo anche che non ti avrei risentito, perché pure tu sei bravo , e questo mi fa battere il cuore per te ancora un po’ di più…Ma, in coscienza, come avrei fatto poi a non avere più bisogno di te? Cosa mi avrebbe impedito di innamorami di te? Dopo un anno di sguardi e di piccole frasi, sono bastate poche ore a farmi quasi perdere la testa: non oso pensare cosa mi avrebbero provocato mesi di frequentazione o, peggio, una notte di amore e poi il nulla. Ho preferito dirti addio quando ancora non mi ero conficcata tutto il coltello nell’anima, ma solo la punta, quando ancora la sua estrazione poteva essere quasi innocua, quantomeno curabile con una prognosi di pochi giorni…Ho preferito rinunciare a te quando ancora era possibile, quando ancora le nostre vite non si erano che sfiorate, prima che tu entrassi dentro di me da ogni punto di vista…E voglio ribadire che per il momento il peso che sento maggiormente è quello del rimpianto, perché so per certo che sarebbe stato bellissimo: me lo dicevano i tuoi baci, i tuoi gesti, le tue parole, la tua rabbia contro il destino, il tuo silenzio in macchina al ritorno, il momento in cui ci siamo entrambi voltati l’uno verso l’altra, il tuo stringermi la mano per poi portartela alle labbra…E me lo ha detto quel bacio che mi hai mandato ieri dalla macchina…Sarebbe stato splendido, ma non realizzabile in questo mondo, in questa realtà, in questo universo…Nell’altro, invece, io sarei stata la tua principessa e tu il mio magazziniere da pancale, che mi viene a prendere non con il cocchio ma con una macchina sgangherata e polverosa, che non si toglie scarpe di Gucci ma antinfortunistiche, che non indossa il mantello ma una maglietta bucata e anche un po’ zozza laida e fetente, ma che è libero di amarmi perché è libero da vincoli…Ed io sarei stata libera di guardarti, non avendo paura di provare dolore, sicura che i tuoi occhi verdi si sarebbero illuminati per me soltanto…

4 commenti

Mar 23 2011

Cosa ne sai

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

pezzi di vetro

E’ bastato sentire di nuovo la tua voce per far crollare ogni certezza…Come un macigno entri di nuovo nella mia vita e calpesti ogni mia barriera, ogni protezione che ho eretto attorno alla mia anima ancora ferita, ogni proposito di fermezza e solidità…E continui a colpirmi impietosamente, facendoti forte del tuo ritrovato benessere, parlandomi come se niente fosse, intervallando frasi ad effetto che reale effetto hanno su di me…Mi scopro così debole all’ennesima potenza, incapace di mandarti a quel paese x tutto il male che mi hai fatto ma, al contrario, ancora bravissima nello stare ad ascoltarti, nel dispensarti consigli, nel chiamarti ancora tesoro…E quando riattacco il telefono, quando la razionalità andata chissà dove si riaffaccia nuovamente nei meandri del mio cervello, mi domando cosa ti dà ancora diritto di provocarmi dolore, e mi rispondo che sono proprio io a legittimare questo tuo comportamento…Sono io che ti permetto di graffiare ancora il mio cuore, di riempire le mie giornate, di affondare la mia esistenza nell’abisso della tua…Sembra che tutto sia fermo fra noi a 2 anni fa, ma la verità è che da allora le carte in tavola sono + volte cambiate, e che, come al solito, sei stato sempre tu a decidere come distribuirle…Ed egoisticamente pensi che io sia restata immobile ad aspettare le tue mosse, anche se, purtroppo, il mio modo di agire ti dà pienamente ragione…Il fatto è che tu vedi solo quello che vuoi vedere, sentire solo quello che ti conviene, pensare ciò che ti fa comodo e dipingere la realtà esclusivamente con i tuoi colori…Chi ti vive intorno, invece, spesso non ragiona come te, non vuole soddisfare ogni propria pulsione fregandosene delle reazioni altrui, non corre dietro ad ogni sua fantasia cambiando ogni 5 minuti idea e traguardo…Ma del resto, tu cosa ne sai del genere umano, anzi, cosa ne sai di me? Cosa ne sai delle ore di dolore che mi hanno portata sul baratro della disperazione, dei giorni vuoti senza di te, dell’attimo esatto in cui hai detto “Basta” e la mia vita è caduta in pezzi…Cosa ne sai della forza che ho impiegato a rialzarmi, della fatica che faccio ogni santo giorno x cercare di convincermi che là fuori possa esserci qualcuno in grado di darmi molto + di quanto tu abbia saputo e voluto darmi, della volontà della mia anima che reclama un dignitoso e reale bisogno di affetto…Tu stai nel tuo regno dorato (o placcato oro vorrei dire), ed ogni tanto ti avvicini con curiosità al mio, diametralmente opposto a quello in cui ti trovi, e solo perché, lo sai bene, ti piace da morire, ti attira come una calamita, ti provoca emozioni diverse e sopite…Eppure io ero completamente tua, ti appartenevo in tutto e x tutto, ti avevo consegnato la mia esistenza ed il diritto di farne quel che + ti pareva, e dunque l’avermi perso è solo opera tua, così come tua è stata la colpa di quanto mi ha segnato x sempre, la mano che mi ha pugnalato il cuore ma che, ahimè, mi ha anche aperto le porte del paradiso…Tu sei stato l’unico a chiamarmi amore, a darmi amore, per quel poco che lo hai fatto, a fare l’amore con me, e fin quando tutto questo non troverà il suo posto nella semplice e pura memoria, io non sarò capace di allontanarti da me come vorrei…

Un commento presente

Mar 13 2011

Il gene Viola

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

Antonio e nonno Jaris

 

Spesso si ricerca nel DNA l’origine di una caratteristica o di un tratto somatico che si tramanda di padre in figlio, ma in questo caso io non ho dubbi: il cuore Viola ha profonde radici genetiche…E so per certo che, nel trasmettersi di generazione in generazione, in realtà tende a saltarne una, passando direttamente dal nonno al nipote: per me è stato così.

Sono venuta al mondo il 18 febbraio del 1970 (nb:18 febbraio, come Roberto Baggio…), ed emettevo il mio primo vagito mentre la Fiorentina era impegnata in trasferta a Glasgow per la partita di Coppa dei Campioni: un destino segnato.

Mio nonno Jaris, che non era mai riuscito a riversare su mio babbo la sua passione viola, trovò terreno fertile nell’unica nipote, senza nemmeno bisogno di sforzo o di opere di convincimento, poiché il gene Viola era già presente in me, e fu sufficiente il tuo nome ad attivarlo: Giancarlo Antognoni.

 

Che tu ci creda o no, queste furono due delle prime parole che scrissi sul pavimento con le letterine di plastica, quando il mio linguaggio ancora stentava, ma non la mia scrittura, che dava voce a quell’amore che ancora è presente in una fibra del mio corpo: l’immenso, eterno, unico amore per la squadra gigliata.

 

Ma quell’amore sarebbe stato meno splendente se tu non lo avessi alimentato con la tua luce, se non gli avessi donato quell’aurea di signorilità e di gentilezza che ti contraddistingue, se non lo avessi accarezzato con i tuoi modi e reso ancora maggiore grazie ai tuoi gesti, alla tua devozione, al tuo aver indossato con la fierezza e la dignità del vero capitano la maglia numero 10. E di questo io non posso che ringraziarti, meraviglioso Antonio…Grazie, grazie per esserci stato, grazie per tutte le belle emozioni che ci hai regalato, grazie per quanto hai dato a noi tifosi semplicemente con il tuo essere sempre te stesso, con la tua serietà, con la tua fedeltà…Grazie.

 

Per poche cose sono felice di essere una 41enne ed una di queste è l’averti potuto vedere e tifare, l’aver potuto gridare il tuo nome allo stadio, con indosso la sciarpa che ancora porto con me, e per aver potuto godere appieno delle tue giocate, quando correvi per il campo con quella falcata che nessun altro giocatore potrà mai avere. E, soprattutto, per aver potuto avere il tuo autografo con dedica, che custodisco gelosamente come un dono prezioso…

 

Sono onorata di averti conosciuto ed adorato, sono entusiasta all’idea di poterti festeggiare nell’evento che hai organizzato assieme a tua moglie Rita, sono felice che tu sia ancora al fianco di noi tifosi viola…Spero tu riesca a capire quanto sia importante ed indissolubile ciò che ti lega a Firenze, un connubio che non avrà mai fine, perché fondato sull’amore…Quell’amore che nasce con noi, nel nostro intimo, nelle nostre cellule, nel nostro DNA: è il gene Viola.

 

Grazie ancora per esistere, unico 10, luce nel buio delle nostre vite.

Ti voglio bene, Giancarlo.

Simona

 

 

ps:Ho una foto come testimonianza reale, che allego a questa mail: tu hai capelli molto corti, tagliati a seguito del tuo primo orribile infortunio, e mio nonno siede in fondo alla panca, con un maglione beige e l’immancabile “cicchino” in mano…

Un commento presente

Giu 17 2010

Un cuore di ametista

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

ametista.jpegVoglio sposarti…Voglio legarti a me con le parole e con i fatti, con i pensieri ed i gesti concreti, con il mio amore e l’amore del mondo intero”…

Queste parole di sogno le risuonavano in testa mentre respirava a pieni polmoni l’aria estiva profumata dai tigli, un vento leggero che le accarezzava il viso con quella dolcezza che solo lui le aveva saputo donare. Rivedeva il suo viso mentre le pronunciava, ogni lettera simile ad un battito d’ali, ogni respiro fra di esse messaggero d’amore, mentre le loro mani si stringevano forte e i loro cuori si promettevano già l’eternità… Un’eternità che invece non sarebbe mai giunta, spezzata dal crudo e cinico corso della vita, che quando meno te lo aspetti frena di colpo e torna indietro sui suoi passi, rovinando come valanga sulle aspettative e sulle immagini del futuro, che poco possono contro tale potenza inaudita.
L’anello che le aveva donato, originale al pari di entrambi e del loro amore, brillava come una stella fra le stelle, quel cuore di ametista che bene si sposava con le sue bianche e minute mani… Credere adesso che l’uomo capace di tali gesti, di simili follie, di così tanto amore la avesse abbandonata era del tutto inaccettabile, ma la realtà dei fatti era che adesso quell’incantesimo si era spezzato, e niente di ciò che avevano condiviso sembrava essere reale, ma solo una nube di ricordi sospesa nel limbo del tempo… Eppure lei ci aveva creduto, aveva creduto a quegli occhi di cielo che le dichiaravano sentimenti fuori da ogni umano controllo, aveva creduto che ogni sua promessa fosse incisa sulla pietra e non affidata alle onde del mare, che regalano tesori e poi ne cancellano ogni traccia nell’arco di pochi istanti. Aveva riposto la massima fiducia in quelle grandi mani maschili, che bramose la cercavano con tanta passione, aveva fatto sue quelle frasi pronunciate dalle labbra come dall’anima, aveva deciso, nell’attimo esatto in cui lui la aveva baciata, di regalargli la sua vita, con l’incoscienza delle anime pure e la cieca determinazione di chi percorre una strada affidandosi soltanto all’istinto.
Ma in seguito era arrivato il momento di fare una scelta, quella scelta che entrambi sapevano essere necessaria e dolorosa, la scelta che nessun anello o nessun “Sì” pronunciato davanti a testimoni avrebbe potuto far sparire: il passato o il futuro, una vita insieme a lei o quella dietro le sue spalle, le tracce di un domani che ancora stentava a partire o quelle fondamenta che già c’erano e sulle quali altre esistenze avevano preso forma. Avevano entrambi lottato contro i loro sentimenti, conoscendo quanto abbandonarsi a quell’amore avrebbe comportato in termini di prezzo da pagare, avevano tentato di prendere coscienza della pazzia alla quale stavano andando incontro, raziocinante pensiero durato non più che lo spazio di uno sguardo carico di desiderio, avevano posto un limite, varcare il quale, però, era sembrata la cosa più naturale e bella del mondo.
Si erano ritrovati così, due esistenze parallele destinate a restare tali per quanto le condizioni esterne dettassero, ma continuamente e contro ogni aspettativa desiderose di unirsi in una sola, per poi scorrere fino alla fine dei loro giorni senza poter più riuscire a determinare le loro identità, la loro unicità, il loro essere entità distinte che però trovavano la loro ragion d’essere proprio in quella impossibile unione…E quell’estremo atto d’amore di chiederla in sposa, sebbene dettata come sempre da un incontrollabile ma sincero impulso, non aveva che messo il suggello ad una follia che li aveva travolti come teneri boccioli di fronte alla furia dell’uragano, ma che, proprio per quella scossa che li aveva attraversati con violenza, li aveva fatti sentire straordinariamente vivi.
Questo contrastato amore, nonostante tutto, aveva donato ad entrambi una strana forma di energia, una nuova linfa vitale che impetuosa attraversava le vene, un’ immensa felicità a braccetto con il più profondo dolore che era arduo ed inutile ignorare, e in virtù di tale connubio di sensazioni lei aveva deciso di non arrendersi, nonostante fosse la cosa più facile da fare, più rapida e meno dolorosa…Alzò gli occhi al cielo e cercò nella sua immensità quella sfumatura di blu che le ricordasse il colore dei suoi occhi, quel bagliore che da sempre li animava, simile ai riflessi dorati del sole che riempiono l’aria di accecante splendore e sorrise, spostando lo sguardo sull’anello che ancora le circondava l’anulare… Così presa dalle sue fantasie, poi, non si accorse neppure del cellulare che squillava, e fu soltanto quel vibrare meccanico sulla sedia accanto a lei che la fece rispondere…”Pronto”, disse di getto, senza aver neppure visualizzato chi la stesse chiamando…”Pronto, sono io”, si sentì rispondere “Ti amo, e sto venendo da te…Ho fatto la mia scelta, e si chiama una vita insieme”.

2 commenti

Apr 28 2010

28/04/2010

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

cuore dentro mano

Oggi è il tuo compleanno…E non so perchè questo dovrebbe o potrebbe cambiare qualcosa nella mia vita, ma la realtà è che da una settimana faccio il conto alla rovescia x arrivare al 28 aprile…E non ne capisco il motivo, visto che, alla luce dei fatti, noi non abbiamo mai festeggiato un tuo compleanno insieme, neppure l’anno scorso, quando eri in ferie con la tua famiglia e dunque impossibilitato a chiamarmi…Forse perchè mi manchi? Non ho certo bisogno di una scusa così banale x ammetterlo, x dire che ti penso ogni giorno della mia vuota ed inutile esistenza, specialmente la notte, quando fisso il cuscino accanto al mio e rivedo il tuo viso, il blu dei tuoi occhi che trafigge il mio sguardo, la tua mano che mi accarezza dolcemente una guancia…Ascolto nel silenzio della mia anima la tua bella voce che mi sussurra parole preziose, piccole frasi che volano leggere nell’aria come farfalle incantate, dolci di miele ma forti come la corteccia dell’albero dove si posano, aspettando che il vento le porti ancora + in alto, fino ad arrivare dove il confine è dato soltanto dalla fantasia…Questo era il limite fra noi, ricordi? La frase che sempre mi ripetevi di fronte alle mie paure, il tuo volermi dire che niente nel nostro amore avrebbe assunto i toni di una costrizione o di una finzione, ma che, al contrario, ogni nostro gesto sarebbe stato dettato e guidato dai nostri desideri, dalla nostra istintiva voglia di appartenere  l’una all’altro in maniera totale…Conosco il tuo corpo a memoria, e tu il mio, e se soltanto chiudo gli occhi posso ancora sentire l’odore della tua bianca pelle, che riluceva nella penombra della stanza come la calda sabbia di fianco all’oceano del tuo sguardo…Mi manchi da morire, e non riesco a dimenticarti, pur desiderando uscire dalla mia malata dipendenza nei tuoi confronti…Sento il tuo forte abbraccio intorno a me, le tue spalle che mi avvolgono completamente e le mie mani ad esse ancorate, tu così possente ed io così piccola, la mia testa sul tuo petto a respirare il tuo batticuore e tu che mi confessi quanto mi ami…Ma non posso vivere solo di questi ricordi, anche se sarebbe + facile x me conservare soltanto immagini e sensazioni fatte di ore, giorni, telefonate, lettere, gesti, baci, emozioni…X la mia integrità e forse futura chance di essere felice devo accostare a questi attimi di sogno i reali incubi che mi hai fatto vivere, il tuo rifiuto, il tuo egoismo, la tua mancanza di sensibilità verso di me che non ti chiedevo nient’altro che di essere amata come avevi saputo e voluto fare…Ma tu hai scelto di restare dov’eri, anzi, non avevi mai abbandonato la tua strada, e a me, che stavo ai margini regalandoti me stessa a titolo gratuito, non è restato che raccogliere i cocci del mio cuore e provare a farlo funzionare ancora, sicura che non avrebbe comunque più potuto pulsare se non con te al mio fianco…Ti amo ancora molto, ma sono stanca di donare senza ricevere niente in cambio, sono esausta di sprecare energia e sentimenti per chi non sa cosa farsene, x chi, come te, si illude che l’effimera tranquillità dove ogni sera torni sia davvero la maniera + sicura x navigare lungo il viaggio chiamato vita…Io ti ho stordito con una passione che nessun’altra ti aveva mai fatto provare, io ti ho dato quell’amore che non troverai mai più, io ti ho dato ciò che credi di possedere e che, invece, soltanto con me hai condiviso: l’emozione di sentire una donna che poneva nelle tue mani la sua esistenza, dandoti quel brivido di onnipotenza che tanto ti faceva sentire uomo…Ma mentre ti crogiolavi nel delirio di poter decidere cosa fare di me, da quel narcisista che sei, non hai capito minimamente che bastava solo avvicinare le dita alle tue labbra x avermi x sempre, ed invece hai stretto troppo forte la presa e ti sono sgusciata via…

Un commento presente

Feb 28 2010

Princess forever

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

gift-img26Mi domando come mai le parole che non hai detto risuonano dentro la testa in maniera molto + potente di quelle pronunciate, così come le occasioni mancate pesano sul cuore come macigni, mentre quelle vissute volano via leggere come petali trasportati dal vento…E perchè sotto la possanza di ricordi dolorosi si piega il capo, mentre è così difficile cancellare le lacrime ed andare avanti? Perchè chi ti ha fatto del male si ancora al tuo cuore come un rovo spinoso, che continua a far sanguinare il presente e l’immediato futuro, quando invece ci potrebbero essere prati verdi incontaminati in cui correre sereni a piedi scalzi? La verità è che personalmente non so fare a meno del dolore e del tormento e questa cruda ammissione mi fa ancor + male dei colpi ricevuti, un masochismo intrinseco che probabilmente mi accompagnerà x tutta la vita, rendendomi cieca di fronte alla spensieratezza e alle belle cose, facendomi vedere, al contrario, solo nuvole grigie e sofferenza nella quale mi crogiolo così bene…Accidenti a me ed al mio mondo Harmony, dove esistono solo esagerate passioni e sublimi immolazioni sull’altare del puro amore, accidenti alla Princess che non sa vedere la vita reale, dove gli errori e gli umani difetti ci rendono ancora + belli e veri…E se a me non xdono mai niente, rendendomi primo giudice intransigente di me stessa, ogni volta che qualcuno varca il mio cuore, xdono tutto e rivesto di un tessuto luminescente anche la + carogna del creato, magari criticando fino all’inverosimile chi ha soltanto la metà delle imperfezioni…Mi rendo conto, quindi, di avere una visione completamente sballata del mondo, e che finchè starò alla finestra sognando un principe bello come il sole e amleticamente tormentato, sarò capace solo di attirare grezzi bifolchi che la mia mente appannata trasformerà in anime belle…E’ l’ora di scendere in terra, cara Simo, e di vivere appieno ogni emozione, x semplice o effimera che sia, non pretendendo ogni volta che sia una pagina da Cime tempestose…E x assurdo io so accontentarmi di piccoli gesti, ma in cuor mio vorrei cavalieri indomiti e endecasillibi in rima baciata, anche se, grazie all’intelligenza che ancora mi è rimasta, capisco che aspettando menestrelli al balcone finirò come le vecchie gattare che si vedono nei condomini: sempre con la sciarpa viola al collo, con le borse stracolme di macinata fresca, circondata da figli adottati di pelo, ma sola, sola ed in perenne attesa di chi saprà fare “del suo amore una pioggia di baci sulle mie labbra”…

Commenti disabilitati

Gen 14 2010

Un dovere verso me stessa

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari


Non posso cedere al mio istinto, non posso…Almeno stavolta devo provare a non crollare di fronte a te ed alla tua insistenza…Come un bimbo che ha perduto il suo giochino, piangi e batti i piedi finchè non lo avrai di nuovo, ma, se davvero mi è restato un briciolo di dignità ed una goccia di amor proprio, devo resistere per farti almeno capire quanto mi hai ferita, quanto mi hai fatto sentire usata, quanto forte è il dolore che il tuo folle comportamento mi ha provocato…Non so se tutto questo sarà utile, se possiedi ancora un cuore e, soprattutto, la capacità di usarlo, se quell’amore che dicevi di sentire per me è restato in un angolo nascosto della tua anima sconvolta dalla tua inquietudine, ma posso e devo rischiare, perchè non voglio + sentire pronunciate dalla tua bocca parole che sanno solo far male, sciocchezze confezionate solo per provocarmi, tue convizioni completamente sballate tali da giustificare le tue azioni, in realtà del tutto opposte a quanto i tuoi occhi mi hanno sempre confessato…Mi manchi da pazzi, mi manca la tua voce, mi mancano i tuoi baci, ma non per questo mi sento pronta a spalancare le braccia x accoglierti di nuovo, anche se in cuor mio ti ho già perdonato…Xchè nonostante tutto io non riesco a smettere di amarti, nonostante la tua cattiveria, il tuo avermi trattata come la più squallida delle donne, il tuo egoismo, il tuo diabolico atteggiamento da vittima, in evidente contrasto con il tuo essere stato il mio carnefice…Ma adesso ho un grande dovere verso me stessa: regalarmi il rispetto che mi sono sempre negata, amarmi più di quanto abbia amato te (e si parla di quantità che rasentano l’infinito…), concedermi la possibilità di una vita senza di te, anche se questo ancora mi appare come una sorta di incubo…Non riesco tuttora a concepire l’allontanamento da te come un fatto positvo, né l’eventualità di incontrare un giorno un uomo che mi doni vero amore in modo incondizionato, facendomi sentire la sua bella regina x tutto il tempo che il destino vorrà donarci, e non x lo spazio di una voglia smodata…Tu sei così: rincorri i tuoi capricci con tutte le tue forze fino a quando non riesci a soddisfarli, per poi accorgerti dopo poco che la noia è divenuta maggiore della felicità di avere fra le mani l’oggetto dei tuoi desideri…Io invece non sono così: porto avanti quello che dico e che penso, credo fortemente nei miei gesti, e se regalo me stessa, il mio cuore e la mia vita lo faccio con la convizione che il destinatario lo meriti, e che sappia accettare questo dono ricambiandolo moltiplicato…Nel momento esatto in cui ti ho detto che ti amavo, non ho certo mentito sotto la spinta di un’emozione fortissima, non ho speso parole e promesse che non avrei saputo mantenere, ma ho pronunciato quella frase dando il giusto nome ad uno splendido e vero sentimento, riprova è che questo amore è ancora vivo, e non accenna a diminuire neppure sotto i tuoi colpi…Perciò continuerò a tentare di ricostruire quello che tu con veemenza hai distrutto, certa di potercela fare nonostante i momenti di sconforto e di pianto, quando il tuo ricordo si fa talmente forte da farmi piegare la volontà…Camminerò un passo alla volta, con lentezza ma decisa, cercando di non voltarmi indietro, o almeno facendolo per un brevissimo istante, per una scintilla di tempo così infintesimale da non permettermi di incrociare il tuo sguardo, perchè so che sarei perduta una volta di + se fossi così idiota da tuffarmi nuovamente nell’azzurro dei tuoi occhi….Quell’azzurro che solo le profondità oceaniche hanno, così pure da incantarti, così pericolose da travolgerti e farti affogare nelle loro correnti…

2 commenti

Dic 28 2009

Non mi riconoscerai

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

Non mi cercare, potresti non riconoscermi…Non mi guardare negli occhi, xchè non vedresti + la luce che prima vi brillava nel profondo, mero riflesso della tua…Non provare neppure a parlarmi, le parole che uscirebbero dalla mia bocca ti suonerebbero strane, così cariche di rabbia, dolore e rimpianto…Non tentare di sfiorarmi, xchè le tue mani adesso sono un pericolo x me, e non + quel bellissimo rifugio dove il mio viso amava sostare…Non cercare di entrare nuovamente nel mio cuore, xchè vi ho costruito intorno una barriera, x evitare che si spezzi ancora sotto i tuoi crudeli colpi…Non fingere indifferenza, xchè affonderò il coltello nella tua anima fino a farla sanguinare…Non giocare + con i miei sentimenti:stavolta potresti essere tu quello che si fa male…Non rivendermi + belle frasi ad effetto, xchè sto coltivando il rancore che il tuo comportamento ha innescato in me, e voglio tenerlo vivo come si fa con il fuoco quando ne va della tua sopravvivenza…Non provocare le mie reazioni: ho in serbo cose che sarebbero capaci di annientarti, se solo rivelassi una minima parte di esse…Sparisci e basta, lasciami libera di vivere ed amare una persona che non sia tu, xchè sono stanca di dare senza riserve e non ricevere nulla in cambio che non siano i tuoi insulti, le tue cattiverie, i tuoi rifiuti…Sento di poter donare ancora molto a chi saprà di nuovo conquistarmi, ma stavolta senza scendere a compromessi, senza accontentarmi delle briciole, senza dividere quello che reputo mio con altri commensali al mio stesso banchetto…Ti avevo già detto addio una volta, quando avevi preferito allontanarti da me che soffrire per un amore che ti aveva preso completamente, ma, seppure distrutta dal dolore di aver perso insieme a te la mia intera vita, avevo nella mente come nel cuore il tuo splendido ricordo, il tuo sorriso, il sapore dei tuoi baci, il bene che mi avevi saputo dare, la certezza di sentirmi finalmente una donna vicino a te…Adesso ho un gusto amaro in bocca, quello di chi ha distolto un attimo lo sguardo da un’immagine bellissima e, tornato indetro ad ammirarla di nuovo, ha visto solo rovine…Non so se riuscirò ad avere ancora a lungo la forza che ho tirato fuori quella schifossima vigilia di Natale, ma ci provo con tutta me stessa, con le ultime gocce di orgoglio che mi sono restate addosso…Non posso dire di non amarti +, ma il mio corpo, il mio spirito, la mia dignità mi stanno urlando di disfarmi di te…E per una volta voglio dare loro ascolto…

Prosegui la lettura »

Commenti disabilitati

Dic 15 2009

Il tuo regalo di Natale

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari


X qs Natale che sta arrivando, vorrei comprarti un regalo bellissimo, come fanno tutte le persone innamorate…Ma la triste verità è che io te lo donerei solo x quello che rappresenti per me, e non xchè tra noi ci sia un rapporto tale da giustificare un simile gesto…E la malinconia si impossessa ancor + di me se soltanto realizzo il fatto che TU hai comprato regali x i tuoi cari, e che nel vagare fra vetrine e negozi probabilmente non hai neppure pensato al piacere di farne uno a me…Facile dire che non te lo meriteresti, inutile nascondersi dietro la scusa che non potrei mai dartelo, ridicolo ammettere che non spero almeno negli auguri da parte tua…Ma so che è stupido attaccarsi ad un qualcosa che non c’è, oppure che c’è ma che viene volontariamente relegato nei meandri nella nostra anima…La realtà è una sola: io il + bel regalo del mondo te l’ho già fatto, donandomi a te in maniera totale, assoluta, insindacabile, completa, cieca, devota…Ti ho regalato la mia vita, l’ho messa nelle tue grandi mani e ho permesso che tu ne facessi quello che + ti pareva, ho permesso che tu la calpestassi e poi, scioccamente, ho lasciato che tu la illudessi ancora una volta…Adesso sto a guardare mentre testardamente porti avanti la tua decisione di allontanarti da me x sempre, ma in fondo al mio cuore spero che questo ti costi tormento e fatica, la stessa che io provo nel non cercarti, nel non chiamarti, nel non gridarti che mi manchi e che ti vorrei qui accanto a me ancora una volta…Quindi raccolgo le mie forze e vado avanti, amandoti con dignità e con purtroppo costanza, certa che prima o poi diventerai x me come il + splendente dei ricordi, ma solo un ricordo…E allora, con un’ultima e pietosa impennata d’orgoglio, mi dico che dovresti farmi tu un grande regalo, il migliore che tu abbia mai fatto in tutta la tua vita…Dovresti prendere il tuo cuore e mano e dire la verità, quella che non hai coraggio di ammettere neppure con te stesso, quella che rinneghi dal giorno in cui il dolore ti ha sopraffatto, in cui i sensi di colpa ti hanno distrutto, in cui il tuo istinto di sopravvivenza ha vinto sui tuoi sentimenti, portandoti a proteggere la tua esistenza…Dovresti dire che mi hai amata, semplicemente…Che mi hai amata dal primo momento in cui sono entrata nella tua vita, sebbene anche allora dalla porta di servizio, che hai dato voce ad un amore mai sopito nell’attimo esatto in cui mi hai baciata di nuovo, che mi ami anche adesso nonostante tu cerchi di starmi lontano, e che mi amerai fino a quando avrai la forza di respirare…Basta un gesto, un segnale, una tua parola, xchè io so che è così…E buon Natale, amore mio…

3 commenti

Pagina successiva »